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PARADONTOLOGIA

FAQ – Parodontologia

a cura del dr. Massimo Natale

Abbiamo deciso di raccogliere in questo spazio alcune domande che nel corso degli anni sono sembrate ricorrenti. Ne aggiungiamo altre, che a nostro avviso possono essere rappresentative di effettivi dubbi che potrebbero insorgere nel paziente.

La gengivite e la piorrea sono la stessa cosa?

Si tratta di due stadi diversi della stessa patologia. La gengivite rappresenta un’infiammazione localizzata alle sole mucose, senza interessare i tessuti di sostegno, in particolare legamento e osso. Se non curata, può evolvere in piorrea o paradentosi.

Come si diagnostica una gengivite e una piorrea?

Si fa uso di una sonda parodontale, ad alcuni giorni da una igiene del tartaro professionale. La misura delle tasche parodontali, effettuata con la sonda circonferenzialmente al dente, la radiografia, la valutazione del sanguinamento e della mobilità dentaria, sono tutti elementi decisivi per effettuare la diagnosi e proporre al paziente la migliore terapia.

Cosa causa la gengivite?

Scarsa igiene orale, alimentazione scorretta, fumo e predisposizione genetica.

La piorrea è curabile?

In genere si, anche se ciò dipende dallo stadio in cui si interviene. Nelle prime fasi, con perdita di tessuti di sostegno (osso) ancora limitata, e senza mobilità dentaria, in genere è ancora possibile curare la piorrea, ricorrendo a procedure ibride, chirurgiche laser assistite. Se la malattia è in fase troppo avanzata, con notevole perdita di attacco e mobilità dentaria diffusa, è consigliabile prendere in considerazione un’eventuale riabilitazione implantare. Una diagnosi radiologica e una scheda parodontale, sono assolutamente imprescindibili.

In cosa il laser aiuta a curare la gengivite e la piorrea?

L’effetto decontaminante del laser e curativo, è fondamentale per ridurre la carica batterica della sacca parodontale, tuttavia solo in pochi casi il laser è sufficiente. Spesso, bisogna procedere con terapie miste, basate sulla chirurgia (accesso diretto alla sacca parodontale) assistita dal laser (decontaminazione della sacca con laser diodi).

Se un dente si muove va estratto?

Se si muove solo un dente, e il difetto osseo è localizzato, e contenitivo, allora si può tentare una rigenerazione. Se la mobilità è diffusa, e i difetti ossei sono orizzontali, e peggio, sono presenti manifestazioni purulente (fistole e ascessi) difficilmente il dente sarà recuperabile, e spesso l’intera arcata è compromessa. Anche in questo caso, il sondaggio parodontale, la lettura dell’edema e del sanguinamento gengivale, la verifica della mobilità e, soprattutto, la radiografia, sono assolutamente imprescindibili per una diagnosi attendibile e la migliore scelta terapeutica.

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